Programma Elettorale:
fatti concreti
per scegliere meglio

Ed eccoci al nocciolo della questione. Cosa fará, se eletto, Dom Serafini? La risposta ovvia è  che sarà il rappresentante ideale degli italiani in America Settentrionale e Centrale. La risposta è ovvia perché dovrebbe essere la stessa per tutti i candidati. Come si diventa un “candidato ideale”, prima ancora di un “rappresentante ideale”?
   Per prima cosa, deve porre tutta la sua fedeltà al servizio delle comunità italiane. L’ideologia ed il partito devono essere d’importanza secondarie. Dopotutto, un candidato valido rimarrebbe tale anche se il partito scelto non fosse quello preferito dall'elettore, e viceversa: un candidato non ideale rimarrebbe non idoneo anche se il partito fosse quello giusto.
     Il candidato ideale deve essere come un bravo giornalista che si serve sì della piattaforma di una testata per raggiungere il pubblico, ma che mantiene la sua responsabilità primaria verso il lettore e, secondariamente, verso il giornale.
     In America Settentrionale e Centrale ci sono italiani originari di 20 regioni, anche se, in effetti queste sono in pratica 24 (includerei anche Istria) in quanto gli emiliani sono diversi dai romagnoli e i trentini sono diversi dai friulani e dai giuliani. Le opinioni sono tante e le tradizioni sono diverse. I problemi, però sono uguali per tutti e non si risolvono con le ideologie. Il candidato ideale deve rappresentare tutti gli italiani, indifferentemente dalla regione di provenienza, dal dialetto, dall’affiliazione politica, dalla tradizione e dalla religione: in questo caso il partito del  “candidato ideale” non dovrebbe interferire, discriminare o sottovalutare le necessità delle comunità degli italiani all’estero.
     Se il partito chiedesse al vostro futuro rappresentante di votare per qualcosa che vada contro gli interessi della comunità italiana in America Settentrionale e Centrale, cioè contro i vostri interessi, cosa dovrebbe fare il rappresentante ideale? La risposta a questa domanda deciderà chi sarà il vostro “candidato ideale”.
   Ma cosa fará Serafini, in particolare,  per le comunità italiane nell'America Settentrionale e Centrale?
    Nel nostro collegio elettorale, grande quattro volte l’Europa, ci sono potenzialmente 360.000 elettori. Ogni elettore ha una sua agenda. Come elettore, il candidato Serafini ha anche la sua agenda, avendo deciso di rappresentare quella degli altri italiani in America Settentrionale e Centrale.
   Se eletto, Dom Serafini sarà a tutti gli effetti un funzionario pubblico alle dipendenze del suo elettorato.