Il voto degli italiani
all’estero sconosciuto al popolo dei blog e dei forum -
Venerdì 25 febbraio 2005
di Dom Serafini
Leggendo su Internet i vari forum che cominciano ad interessarsi al
voto
degli italiani all'estero, ci si può rendere conto di come
sull'argomento ci sia molta confusione e tanta mancanza di
informazioni. Non mancano neppure le voci contrarie al voto degli
italiani all’estero.
La colpa di queste lacune, però, non è tutta attribuibile ai media
che,
secondo alcuni dei partecipanti ai forum, non informano
adeguatamente il pubblico, ma anche del popolo dei blog e dei forum
che pare faccia poco per tenersi informato su questo argomento.
Basterebbe, infatti, fare una ricerca con Google.com sotto
"voto italiani all'estero" e 130.000 pagine verranno
indicate per soddisfare qualsiasi curiosità o approfondimento.
Essendo Internet un mezzo familiare ai partecipanti dei forum,
trovare queste informazioni non dovrebbe essere difficile.
Per coloro che non hanno familiarità con il mezzo informatico, ci
sono i
media cartacei come questo giornale che, ad esempio, riserva molto
spazio all’argomento.
Rimane, comunque, il fatto che se il voto degli italiani
all’estero è sconosciuto al vasto pubblico di Internet, il
problema esiste a livelli molto più profondi di quanto ci si
immagina e quindi bisogna porci rimedio e non fornire
giustificazioni.
Prima di aspettare che la grande stampa scopra il voto degli
italiani
all’estero, sarebbe il caso che i vari consolati inviino un
bollettino ai cittadini italiani spiegando in modo semplice e
schematico i loro diritti, doveri e i link Internet per ulteriori
approfondimenti.
Il mio sito, www.domserafini.net,
ad esempio, contiene molte di queste
informazioni ed approfondimenti.
Quanto alle obiezioni sul diritto di votare dell’italiano
all’estero, bisogna far presente che molti italiani si trovano in
Nord America per motivi di lavoro (consolati, banche, scuole, stampa
e uffici esteri di società) e pertanto
é un dovere dello stato garantire loro il diritto al voto nel modo
più semplice e agevole possibile.
Inoltre, votare per corrispondenza non è obbligatorio, bensì
facoltativo,
pertanto coloro che, pur essendo cittadini italiani, non ritengono
che sia giusto votare, possono sempre non farlo.
La critica che il voto all’estero, poi, vada contro gli interessi
del Paese
in cui si é ospiti o neo-cittadini, non é valida in quanto i
motivi a favore
superano quelli contro. Ad esempio, il rappresentante estero al
Parlamento italiano rafforzerà i legami tra i due Paesi.
Infine, forzare i cittadini italiani all’estero a tornare in
Italia per votare, va contro gli articoli 3, 48, 75 e 138 della
Costituzione e, dal 2002, contro la Legge 459.
Ci sono i cittadini italiani con doppia cittadinanza che fanno la
spola tra
due paesi, spesso pagando le tasse in entrambi. In questo mondo
globalizzato, come si potrebbe negare loro il diritto al voto?
Inoltre, questi cittadini contribuiscono molto allo sviluppo e
benessere dell’Italia e quindi c’è un ulteriore motivo per
incoraggiarli a votare.
Tra i vari commenti nei forum si legge anche che l’Italia é
l’unico paese a
permettere il voto all’estero solo per candidati anch’essi
residenti
all’estero. Ciò non è vero: la Francia ha un sistema simile e
gli Usa e Canada permettono il voto per corrispondenza, come pure
Spagna, Germania e Gran Bretagna.
Il sistema italiano é molto più equo e innovativo degli altri in
quanto i
circa 3 milioni di elettori all’estero finiranno per non
modificare gli equilibri
in Italia ed il volere degli italiani in Italia.
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