La responsabilità della
stampa estera - Venerdì 21 gennaio 2005
di Dom Serafini
Recentemente é stata evidenziata la mancanza di sensibilità di
alcuni
potenziali candidati alle politiche del 2006 per il voto degli
italiani all'estero che vorrebbero fare una campagna elettorale
rivolgendosi esclusivamente a corregionali.
Naturalmente, la mia posizione é che, se un candidato si prefigge
di
rappresentare gli italiani residenti nel collegio elettorale
dell’America
settentrionale e centrale, questo dovrebbe rappresentare
indistintamente tutti gli italiani della circoscrizione.
Adesso, però, si é constatato come questo problema non sia
limitato ai
candidati, ma stia coinvolgendo anche ciò che é comunemente
chiamata stampa estera.
Infatti, pochi sono stati i giornali della nostra circoscrizione che
hanno
pubblicato i tre comunicati stampa da me diramati (e reperibili sul
sito
www.domserafini.net) per
presentare alcune realtà associate al voto dell’italiano
all’estero e, indirettamente, per presentare la mia candidatura.
Interpellati, alcuni direttori di questi giornali hanno ammesso che
non
pubblicheranno alcun articolo di candidati al di fuori della loro
area di
diffusione prima di dar spazio a candidati locali, come nel caso di
un giornale canadese.
In uno stato centrale degli Usa, il direttore di un mensile ha
apertamente
dichiarato di voler vedere se un rappresentante locale si candida e
quindi, in caso affermativo, di escludere qualsiasi altro candidato
dal loro “coverage”.
In questo particolare caso, il direttore ha fatto anche presente che
il
potenziale candidato é un ricco industriale della zona, membro del
CdA del suo giornale.
Ed ecco che alla mancanza di sensibilità di alcuni potenziali
candidati si
aggiunge anche una parte della stampa estera che avrebbe come
dovere:
1) informare i lettori
2) assicurare che i candidati si presentino equamente a tutti
gli elettori
3) educare i lettori-elettori al loro diritto e dovere civico
4) invogliare i lettori a partecipare a questo evento storico
che é il voto
dell’italiano all’estero.
Tra i giornali che, per ora, adempiono al loro dovere figurano
“AmericaOggi” e “Il Cittadino Canadese”. Per “AmericaOggi”,
il direttore assicura che, non solo il suo “giornale darà spazio
a tutti i candidati”, ma includerà nel loro “sito una biografia
di 30 righe massimo di ciascun candidato”. A detta del direttore
del “Cittadino”, il suo giornale darà spazio a tutti i
candidati indifferentemente dalla loro regione di provenienza e
residenza.
Secondo Domenico De Sossi, presidente della Federazione Unitaria
Stampa Italiana all’Estero (Fusie) di Roma, nei giornali
all’estero dovrebbe prevalere il pluralismo. A tal proposito, però,
non esiste una posizione ufficiale, ma sarà uno dei temi trattati
nella prossima riunione della Fusie a fine febbraio.
Anche secondo il consolato italiano di New York, “non esiste
nessuna
direttiva o auspicio del Ministero degli Affari Esteri in questo
proposito”. Afferma un portavoce: “La stampa in lingua italiana
all'estero non è vincolata al rispetto della legge italiana sulla
par condicio, trovandosi per l'appunto fuori del territorio
nazionale. Tuttavia si può supporre un obbligo morale e
deontologico a dare a tutti i candidati uguale accesso
all'informazione, rafforzato dal fatto che la maggior parte delle
testate giornalistiche in lingua italiana pubblicate all'estero
ricevono sussidi dal governo italiano.
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