Sala Stampa

I comunicati

Una tentazione da evitare - 20 dicembre 2004

di Dom Serafini

Da quando ho annunciato la mia candidatura per il Parlamento italiano con il voto all'estero, ho visitato 15 comunità entro l'arco del nostro collegio elettorale: Canada, Usa, Messico e America Centrale.
    Queste visite mi hanno aiutato a capire cosa si aspettano gli  italiani dal loro rappresentante, ma anche come sono diverse le loro varie necessità.
    Gli italiani di Chicago, ad esempio, hanno identificato priorità diverse da quelle di Boston e Los Angeles.
    Ho scoperto anche che le abitudini e lifestyle degli italiani di Toronto non assomigliano affatto a quelle degli italiani che risiedono a Città del Messico.
    Naturalmente le regioni di provenienza hanno molto a che fare con queste diversità in quanto gli italiani in Messico sono principalmente originari dal nord Italia, mentre in Canada dal centro e dal sud.
Il paese di residenza ha, ovviamente, avuto la sua influenza per determinare le differenze anche tra vicini come Canada e Usa, in particolare con Miami o Los Angeles.
    Nei vari viaggi ho sentito parlare molto di potenziali candidati non ancora dichiaratisi, ma pronti ad annunciare le loro candidature. I nomi che sono emersi dalle varie riunioni provengono da aree con relativamente piccoli bacini di voti, come Miami, Los Angeles e Chicago. Secondo quanto mi é stato riferito, questi potenziali candidati baserebbero la loro candidatura sul fattore regione. Cioè farebbero leva sull'orgoglio regionale degli elettori e quindi metterebbero, ad esempio, calabresi contro campani, siciliani contro abruzzesi e cosí via.
    In altre parole, non potendo contare su di un vasto elettorato locale, questi potenziali candidati baserebbero la loro campagna su ciò che potrebbe divide gli italiani, piuttosto che trovare un elemento unificatore.    
Nonostante le diversità regionali, i diversi paesi di residenza e le diverse zone climatiche, ho anche constatato che ci sono molte cose che uniscono gli italiani all'estero: la famiglia, il lavoro, la buona tavola, i valori morali e soprattutto l'amore per l'Italia.
    Impostare una campagna elettorale rivolgendosi ad un solo gruppo di italiani va contro ogni principio di rispetto per l'Italia e per gli italiani all’estero.
    Spero che gli elettori rifiutino questo tipo di campagne elettorali "selettive" e, invece, favoriscano i candidati che si impegnano a rappresentare tutti gli italiani indiscriminatamente. Solo in questo modo l'elettore potrà assicurarsi che il suo sia il candidato giusto, semplicemente per il fatto che mostra rispetto per tutti.