É tutta colpa dell'AIRE? venerdì
11 marzo 2005
di Dom Serafini
Si dice spesso che se i cittadini italiani all'estero non riescono a
votare é tutta colpa dell'AIRE.
Se una comunità italiana all'estero non raggiunge i 3.000 cittadini
per formare un Com.It.Es.
(Comitato degli Italiani all'Estero) é tutta colpa dell'AIRE.
Se i cittadini residenti all'estero perdono i benefici per la sanità
quando tornano in Italia, é tutta colpa dell'AIRE.
Se i cittadini all'estero perdono la pensione, é tutta
colpa...dell'AIRE.
Ma cos'é questa benedetta AIRE?
Ufficialmente é l'Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero, ma
non é benedetta. Infatti, fa dannare quasi tutti coloro che sono in
qualche modo coinvolti con i diritti degli italiani all'estero: i
consolati, i patronati, i Com.It.Es.,
il Ministero degli Affari Esteri (MAE) comunemente abbreviato come
Ministero degli Esteri. L'AIRE
é l'elenco anagrafico mantenuto in ogni comune italiano e poi
inviato al Ministero degli Interni, che ha competenza sulle
elezioni. Tutti i cittadini italiani che risiedono fuori dall'Italia
devono essere iscritti all'AIRE.
L'iscrizione può essere fatta tramite consolati o notificando il
comune di residenza.
L'AIRE
nacque tra il 22 ed il 27 ottobre del 1988 (non é chiara la data
esatta) per volere del Parlamento (legge 470) all’epoca vi erano
ben quattro schedari di italiani all'estero: quello dei comuni, dei
consolati, del Ministero degli Esteri e del Ministero degli Interni.
Oggi il MAE ha un collegamento Intranet con i consolati, pertanto lo
schedario del MAE é lo stesso dei consolati.
Queste tre liste hanno causato tanta confusione ed ora si parla di
"bonificare" l'AIRE
come se avesse contratto un virus. Alcuni, comunque, affermano che
il virus c'è veramente e questo non permette ai computer dei vari
uffici di comunicare tra loro e creare un super schedario unificando
tutte queste liste.
Se ció non fosse sufficiente, si stima di non poter assegnare circa
100.000 italiani iscritti all'AIRE
ad una specifica circoscrizione perché non esistono consolati nelle
aree in cui risiedono. Se poi non possono essere iscritti all’AIRE
dell’ultimo comune di residenza, vengono iscritti d’ufficio
all’AIRE
del comune di Roma.
Il problema sembra essere iniziato quando a mantenere gli archivi
dell'italiano all'estero era il Ministero dell'Interno, poi il
compito é passato ai consolati e quindi ai comuni.
Il problema con i comuni é che le comunicazioni tra consolato e
comune avviene spesso per via cartacea, quindi con tempi lunghi e
frequenti smarrimenti di posta.
Un altro problema é che, seppur a pochi piace ammetterlo, i comuni
sono restii a perdere i loro residenti, pertanto rallentano il
processo di notificazione ai consolati.
C'é anche molta resistenza da parte degli italiani all'estero ad
iscriversi all'AIRE
per paura di perdere i benefici sanitari. Come ci spiega Paolo De
Francesco: "ritornato per la mia solita visita in Italia, non
ho potuto beneficiare dell'assistenza medica perché sono iscritto
all'AIRE
in Messico". Comunque, fa presente Domenico Mancini di Detroit,
“basta andare al consolato per notificare che ci si recherà in
Italia e farsi rilasciare il documento per ottenere le prestazioni
mediche. Il documento ha una scadenza ma può essere rinnovato in
Italia. Ci si può anche registrare appena giunto in Italia
all’USL [Unità
Sanitaria Locale]”.
La paura principale, però, é quella di perdere la pensione se si
é iscritti all'AIRE.
Secondo fonti ufficiali, "non si perde la pensione italiana, ma
alcuni italiani tengono nascosta la loro residenza all'estero per
ottenere sia la pensione sociale dall'Italia, senza averne il
diritto, che quella del paese in cui risiedono". In Italia la
pensione si prende in base ai contributi pagati e questi non si
perdono con la residenza all'estero. Esiste, però, una pensione
sociale per coloro che non hanno versato i contributi e che viene
retribuita all'età di 65 anni per persone con basso reddito
residenti in Italia. Le pensioni sono spesso regolate da accordi
bilaterali, come l'accordo italiano per il "Canada Pension
Plan".
Quindi perché conviene registrarsi all'AIRE?
Una volta ci si registrava anche per far evitare ai giovani il
servizio militare in Italia, oggi secondo un esperto in questo
campo, "prima di tutto perché é un dovere, poi per essere in
grado di votare (ma se un cittadino non iscritto all’AIRE
dimostra al consolato di avere diritto al voto, potrà lo stesso
votare). Il vantaggio é di poter sbrigare al consolato tutte le
pratiche come si farebbe presso il comune se si fosse in Italia. Ci
sono inoltre una serie di vantaggi di tipo fiscale che
variano da regione a regione, il poter rimpatriare senza pagare le
tasse di rimpatrio, oltre alla possibilità di ottenere sovvenzioni
ed aiuti finanziari come é successo in Argentina".
Da notare anche che gli stanziamenti ai servizi per i residenti
all’estero vengono decisi in base al numero di iscritti all’AIRE,
pertanto, se non ci fosse iscritti, non ci si dovrebbe lamentare se
i consolati tagliano i servizi per questioni di budget ridotti.
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